{"id":41,"date":"2021-10-09T17:08:51","date_gmt":"2021-10-09T15:08:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.shinkikai.org\/1\/?p=41"},"modified":"2021-10-09T17:13:05","modified_gmt":"2021-10-09T15:13:05","slug":"la-posizione-di-jikimyoseikan-aikido-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.shinkikai.org\/1\/2021\/10\/09\/la-posizione-di-jikimyoseikan-aikido-in-italia\/","title":{"rendered":"La posizione di Jikimyoseikan Aikido in Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Dall\u2019inizio del 2013 ho avvertito che qualcosa stava cambiando dentro di me. Erano passati cinque anni da quando, nel 2008, avevo annunciato di voler riprendere l\u2019insegnamento dell\u2019Aikido. Durante questo periodo ho osservato il mondo dell\u2019Aikido e ho sentito l\u2019esigenza di chiarire il significato di Aiki no Michi Jikimiyoseikan Aikido. Per questo ho voluto incontrare nuovamente il mio Maestro di Aikido, il Maestro Hiroshi Tada, l\u2019unico mio Maestro. Intendevo anche chiedergli scusa per aver lasciato l\u2019Aikikai d\u2019Italia e chiarire i tanti equivoci di quel periodo (le cui vere cause sono peraltro ancora da accertare). Volevo rappresentargli la mia reale intenzione e la mia convinta decisione di procedere nella strada dell\u2019Aikido per il resto della mia vita. Per fare ci\u00f2 sapevo che dovevo anche chiarire il mio rapporto con l\u2019Aikikai d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante avessi potuto incontrare il mio Maestro ogniqualvolta tornavo in Giappone, ho voluto incontrarlo in Italia. Ero consapevole della difficolt\u00e0 dell\u2019incontro pensando al ruolo, importantissimo ma anche gravoso, che ricopre il mio Maestro. Ero per\u00f2 convinto che la strada per il mio futuro passava attraverso questa difficolt\u00e0 nel chiedere scusa. Cos\u00ec, un giorno di agosto del 2013, ho parlato del mio cambiamento interiore e del mio intendimento al signor Romeo Marcolini &#8211; una cintura nera di grande esperienza, che si \u00e8 sempre allenato con me &#8211; e gli ho chiesto di trasmettere questo mio proposito al signor Franco Zoppi, ex Presidente dell\u2019Aikikai d\u2019Italia, che ho sempre considerato un aikidoka serio e che conosceva la situazione dell\u2019Aikikai d\u2019Italia di 17 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 naturale pensare che non abbia senso parlare dopo 17 anni. Nonostante ci\u00f2 volevo incontrarmi col mio Maestro e chiedere scusa a lui e a tutti i membri dell\u2019Aikikai d\u2019Italia ed ero pronto ad accettare qualsiasi critica e rimprovero. L\u2019ho incontrato in un albergo a Roma. Mi sono reso conto che il mio Maestro era diventato anziano ed ero sinceramente rammaricato di non averlo potuto servire restando al suo fianco. Mi sono anche accorto di quanto il tempo era passato velocemente. Il suo viso, che parlava di tanti ricordi del passato, era per\u00f2 sereno ed egli ascoltava le mie parole con gentilezza e molta attenzione. Il Maestro \u00e8 rimasto soprattutto sorpreso della crescita di mio figlio, che mi aveva accompagnato nell\u2019incontro; ricordava di averlo tenuto tra le sue braccia quando era bambino e ora vedeva la sua figura di uomo, cresciuto nella pratica dell\u2019allenamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nostro colloquio gli ho fatto presente che il suo insegnamento \u00e8 tutto incluso nella base del mio Shinkido e altres\u00ec che ho continuato a studiare quotidianamente in questi 17 anni; ho potuto cos\u00ec verificare che il suo Aikido \u00e8 perfettamente in linea con le arti marziali tradizionali giapponesi e con la filosofia orientale. Abbiamo anche convenuto e confermato il nostro dovere di giapponesi di conservare e diffondere direttamente la nostra cultura e ho promesso di trasmettere i suoi insegnamenti alle generazioni future. Gli ho fatto altres\u00ec presente che, come professionista di Aikido, ho praticato a lungo il misogi &#8211; che lo stesso fondatore dell\u2019Aikido, Maestro Ueshiba, praticava &#8211; e che ora la mia condizione \u00e8 serena e pertanto non ho alcuna difficolt\u00e0 a confrontarmi con qualsiasi religione o filosofia. Il mio proponimento \u00e8 quindi di ricercare la strada dell\u2019AIKI, che abbraccia tutto il cosmo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sottolineato il mio intendimento di non voler interferire con l\u2019Aikikai d\u2019Italia, dato il lungo tempo trascorso e considerato che vi \u00e8 ora una consolidata direzione didattica italiana. Volevo per\u00f2 mostrare la mia disponibilit\u00e0 a collaborare con l\u2019Aikikai d\u2019Italia per lo studio e lo sviluppo dell\u2019Aikido. Il mio Maestro mi ha risposto solamente che \u201cora non intervengo nelle questioni organizzative e neanche nei contenuti didattici, avendo lasciato a loro l\u2019intera responsabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi preme qui chiarire soprattutto un punto. Nel 2008, quando scrissi la lettera con la quale annunciavo il mio ritorno al mondo dell\u2019Aikido, ricevetti grande comprensione da tante persone. Mi accorsi anche per\u00f2 che non pochi si risentirono. Pur non frequentando abitualmente Internet, ebbi notizia di questa reazione e mi sono profondamente dispiaciuto. Vorrei qui precisare che avevo scritto nella mia lettera della mia intenzione di rivolgermi ai praticanti \u201coltre il terzo dan\u201d non per escludere le cinture bianche, ma avendo presente il mandato che ricevetti dal secondo Doshu, Kisshomaru, quando venni in Italia, di completare la missione di formare gli insegnanti. Pensavo di dare consigli ai giovani istruttori oltre il terzo o quarto dan perch\u00e9 quando il mio Maestro aveva la mia et\u00e0 (56 anni) e io ricevetti il quarto dan (e mi fu anche permesso di fare lezione in Gessoji Dojo e in diverse universit\u00e0) i suoi movimenti, il taisabaki e le tecniche, erano precisi e velocissimi e ne rimasi molto affascinato, da giovane quarto dan, potendo apprendere tante tecniche professionali. In quel periodo il mio Maestro stava mettendo ordine nell\u2019insegnamento del Maestro Ueshiba e diceva: \u201cIl mio Maestro faceva cos\u00ec\u201d, \u201c\u014csensei proiettava cos\u00ec\u201d\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio Maestro era unito nel suo movimento al Maestro Ueshiba e cos\u00ec mi proiettava. I suoi movimenti erano scorrevoli e non troppo meditativi; era proprio la realizzazione della tecnica di budoka di Ueshiba Morihei. Dopo aver compiuto 60 anni mi disse: \u201cKurihara, da questo momento in poi cambio in movimenti pi\u00f9 meditativi\u201d e cos\u00ec ha cominciato a mostrare tecniche meno veloci, leggermente circolari.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni mi sono concentrato a risistemare i suoi insegnamenti e volevo trasmettere ai giovani aikidoka le variazioni delle tecniche: datanren a kinonagare e poi kigata no keiko; ci\u00f2 richiede un un taisabaki pi\u00f9 sottile, cambia il ma-ai (la distanza) e occorre quindi maggiore esperienza. Le tecniche base sono invece valide per tutti ed io sono sempre disponibile e desideroso di insegnarle a tutti i praticanti.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 importante tenere presente che Dojo significa il luogo dove si impara il modo di controllare la mente aggressiva; a tal fine bisogna armonizzare corpo e mente e, in questa condizione, bisogna eseguire le tecniche. A ci\u00f2 sono finalizzate le tecniche base. La tecnica dell\u2019Aikido, pertanto, non \u00e8 adatta al combattimento. Ognuno deve praticare l\u2019Aikido con questa consapevolezza e l\u2019aikidoka che non si sforza di formare la propria personalit\u00e0 esce fuori strada, qualunque sia il suo grado.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la vera motivazione della mia disponibilit\u00e0 a collaborare con l\u2019Aikikai d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei ora portare a vostra conoscenza la lettera che ho inviato all\u2019Aikikai d\u2019Italia, a seguito dell\u2019incontro con il mio Maestro, e la risposta che ho ricevuto dal Presidente dell\u2019Aikikai d\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019inizio del 2013 ho avvertito che qualcosa stava cambiando dentro di me. Erano passati cinque anni da quando, nel 2008, avevo annunciato di voler riprendere l\u2019insegnamento dell\u2019Aikido. 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